…E POI ORDINATAMENTE IL CAOS

sottotilolo: Breve avviamento all’introspezione esoterica

Nella mia vita ho scritto alcuni libri ma sempre saggi, o dedicati al parco Pallavicini o al mondo della decorazione. Ma per me scrivere è sempre stato importante, tanto che ad un certo punto mi sono accorta che alla parola “dipingere” io più che con il pennello mi vedevo con la penna in mano ed un foglio bianco. Per molti anni ho scritto cose che non ho mai pubblicato. Poi l’anno scorso rileggendo gli ultimi appunti mi sono resa conto di averli scritti non per me ma per condividerli con altre persone. Questo è successo quando nella mia testa, o nel mio cuore, ha preso forma l’idea che la VITA non è come un’opera di architettura che si può tenere solidamente sotto controllo, ma che è uno spicchio di CAOS che è giusto accettare per la grandezza sovrumana che contiene. Nel tempo mi sono resa conto che accettare il CAOS equivale a concepirne una forma ordinata che può entrare nella mente umana e può essere “digerito” e interiorizzato. Così è nato ...E POI, ORDINATAMENTE IL CAOS.

Riporto la presentazione in retro copertina: La vita è una grande maestra che con pazienza cerca di svegliare ognuno di noi dal sonno profondo di cui è prigioniero. Recuperare anche solo qualche briciola di vera consapevolezza dirada il torpore e consente momenti di insospettata lucidità che si desidera subito condividere con gli altri. Questo piccolo libro contiene circa 26.000 parole indirizzate a chi non ha più voglia di vivere nello stato del dormiveglia, a chi non ha più voglia di venir quotidianamente ammaestrato, a chi sente il richiamo dell’Amore Universale, della Cosa Una, della propria Anima. 

7 pensieri su “…E POI ORDINATAMENTE IL CAOS

  1. Stefano

    Già ! Il caos ordinato ! La Vita, in sostanza, nella mia piccola visione delle cose, è semplicemente un attimo tra gli attimi ! Sapere di non essere nulla in un tempo nullo, tutto immerso nell’infinito incomprensibile dell’Universo, mi sgomenta ma nello stesso tempo mi affascina. Credo che non ci sia una specifica definizione ‘sensoriale’ sul perché e sul per come siamo qui a cercare di dare un senso a qualcosa che è semplicemente casuale !

    Negli ultimi anni, quando mi ritrovo in un luogo aperto, mi soffermo ad ammirare la calotta blu che ci sovrasta e che circonda gli attimi di ognuno di noi !

    Se da una parte è meraviglioso constatare l’immensità che riusciamo a cogliere, dall’altra sentire tutta la nostra limitatezza, ci interiorizza nel pensare che in fondo tutto questo è un caso !

    Un caso di un attimo che non ha passato e non ha futuro !

    Crediamo ancora di potercela fare ! Ma da cosa ? Non siamo destinati a nulla se non solo un piccolo bisbiglio in un Universo che pensiamo immenso ed eterno !

    (Nella parabola del film Alien, questo essere denominato Uomo creò un altro essere ‘eterno’ in grado di sopravvivere sempre all’infinito in una eterna stasi).

    Come vorremmo essere eterni per guardare indietro e dire: ‘Siamo i migliori dell’Universo !’

    Il mio pensiero ti sembrerà ‘depressivo’ ma non riesco a vedere una forma ‘eletta’ dell’essere umano. Penso, in definitiva, che siamo più o meno come gli altri esseri viventi che popolano il pianeta in modo assolutamente casuale e senza senso.

    Ciao.

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    1. Credo che a questo punto la cosa giusta da fare per te sia leggere il mio librettino. A breve mi deciderò ad organizzare un a presentazione alla quale ti invito assolutamente.
      Ciao amico eternamente un pò depresso! So che la banalità che trasuda dal mondo può rendere avviliti ma so anche che tra la massa esistono tanti esseri umani veramente UMANI con i quali si possono intavolare e sviluppare ottime piste evolutive.
      Non diamoci per vinti !!!

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  2. Adriano VALERI

    Cara Silvana,
    ho appena finito di leggere il tuo libro “ …e poi ordinatamente il caos” e ne sono restato colpito positivamente. Mi hai indotto a pensare, a farmi domande, a rivedere la mia vita e giungere alle tue stesse conclusioni. Mi ricordo la bellezza delle tue parole nel descrivere il parco che tu gestisci con tanto amore, l’invito all’esoterismo da trovare nella bellezza delle cose che ci hai mostrato e descritto.
    Complimenti vivissimi e ti prego … non ti fermare:.
    Adriano

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    1. caro Valerio mi dispiace di risponderti con 5 mesi di ritardo ma la mia vita è ridotta ad una sorta di centrifuga continua.
      grazie per il caloroso apprezzamento. Con l’inizio di questa nuova stagione del parco mi puoi trovare spesso nel giardino; se ti fa piacere potremmo scambiarci qualche pensiero.
      cordiali saluti
      silvana

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  3. Alessandra

    Gent.ma arch Ghigino,
    mi rivolgo a Lei perché sto svolgendo una ricerca sulla scuola di Michele Canzio. Aspiro a scriverle per chiederle indicazioni su saggi suoi o altrui e per avere un suo parere circa le strade da percorrere per proseguire la mia indagine. C’è un modo per rivolgerle tali quesiti? Sarebbe possibile per lei dedicarmi un po’ della sua attenzione?
    La ringrazio e Le porgo
    Distinti saluti

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      1. Alessandra

        Grazie! Non immaginavo di avere addirittura il suo recapito telefonico! Speravo, al limite, di avere il link ad un modulo da compilare! Penso che parlando mi emozionerò un po’… Posso chiamarla domani nel pomeriggio? La mattina sono chiusa in biblioteca…

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